Approfondimento
La Battaglia di Cerignola

Carlo VIII in una medaglia di Nicolò Fiorentino (1495). (foto Gioacchino Albanese)
Sia nel medioevo che nell'età moderna le potenze europee, soprattutto Francia e Spagna, già formate come stati nazionali, tentarono di avere influenza o di occupare il Regno di Napoli, anche perché tale regno aveva una posizione strategica, rispetto alla possibilità di controllo commerciale dell'Oriente. Perciò nei periodi sopra indicati ci furono vari tentativi di invasione del Regno. Famosa è la discesa, nel 1494, in Italia e quindi nel regno di Napoli, di Carlo VIII (foto ), re di Francia, discesa che si concluse con un nulla di fatto anche se a proposito del Regno di Napoli c'erano stati accordi con il re di Spagna Ferdinando II d'Aragona per evitare complicazioni internazionali.
Fallito il tentativo di Carlo VIII, anche per l'ostilità delle potenze straniere, oltre che del Papa, ci riprovò il suo successore Luigi XII (foto ). Anche questi, per evitare l'ostilità degli altri stati europei, concluse con loro accordi diplomatici precisi e tra gli altri quello con Ferdinando d'Aragona (foto ), che in cambio della sua neutralità avrebbe preso, dopo la conquista del Regno di Napoli da parte di Luigi XII, metà di quel regno, come aveva già fatto, anche se non formalmente, con Carlo VIII. Per questo fu concluso tra i due re, nel 1500, il trattato di Granada. In base a questo trattato, le Puglie e la Calabria sarebbero toccate a Ferdinando e Campania e Abruzzo a Luigi XII.
In quel momento era re di Napoli Federico III d'Aragona, il quale non sapendo del trattato di Granada e dell'accordo tra Luigi XII e Ferdinando II di Spagna, credeva che sarebbe stato aiutato da quest'ultimo e dal comandate dell'esercito Gonzalo de Cordoba, perciò quando si accorse del tradimento si consegnò ai Francesi.
Dopo la conquista del Napoletano da parte di Luigi XII e la successiva spartizione, le due potenze entrarono in contrasto. La disputa sorse a proposito di alcune regioni che non erano state menzionate nel trattato di Granada, la Basilicata e la Capitanata. Fu soprattutto quest'ultima il pomo della discordia, in quanto entrambi i sovrani ne ambivano il possesso, riferendosi al fatto che parte della Capitanata si stendeva negli Abruzzi e per questo doveva spettare ai Francesi, mentre gli Spagnoli sostenevano che essa rientrava nelle Puglie e perciò spettava a loro.
L'importanza della Capitanata era dovuta al fatto che rendeva ogni anno gli introiti rilevanti della transumanza.
La battaglia di Cerignola del 28 aprile 1503 vide la vittoria degli Spagnoli, comandati da Gonzalo de Cordoba, il quale per questa battaglia adottò la tecnica di costruire fortificazioni campali per bloccare l'attaccò nemico (foto ), prima di sferrare il contrattaccò (foto ). Inoltre aveva saputo addestrare i suoi uomini prendendo a modello i picchieri svizzeri e gli archibugieri italiani (foto ).
La battaglia di Cerignola seguita da quella del Garigliano (foto ) rese gli spagnoli padroni del Regno di Napoli.
Galleria
7 fotografie d'archivio
Le immagini risalgono al rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila: oggi lo stato dei luoghi può essere cambiato e alcuni edifici potrebbero risultare in condizioni peggiori o non più esistenti.
