Cerignola · Fosse granarie
Piano delle Fosse

Piano delle Fosse
L'attuale piano delle fosse granarie, che si estende su 26000 metri quadri di proprietà demaniale, si trova quasi al centro della città nella zona denominata Piano San Rocco (foto ), nome derivante dal santo cui era originariamente dedicata la chiesa che si affaccia sul piano (foto ) e che oggi è dedicata a San Domenico.
Il Piano comprende 625 fosse, di cui solo 200 sono ancora usate per conservare grano.
La forma esterna (foto ) di questi silos sotterranei prevede quattro elementi in pietra che delimitano un
cumulo di terra ammassato a spioventi e che hanno la funzione di far defluire verso i lati della fossa le acque piovane. Adiacente ad uno degli elementi di recinzione in pietra, vi è un cippo che riporta le iniziali del proprietario e il numero della fossa, relativamente a quelle possedute dallo stesso proprietario (foto ).
Internamente la fossa ha un'imboccatura circolare, che viene ricoperta con tavole (foto ). La forma sotterranea della fossa è a campana (foto ) e la grandezza può variare, tenendo conto del diametro del fondo, da 4 a 8 metri, mentre la profondità può arrivare a 7 metri. Di conseguenza cambia, a seconda delle misure della fossa, la capacità di ricezione della stessa: da 500 quintali a 1000 quintali circa.
L'origine del Piano risale alla fine del 1500.
L'infossamento e lo sfossamento del grano erano riservati un tempo agli sfossatori, che per tirare su il grano calavano dei caratteristici cesti (foto e ), restando in piedi sul colletto della fossa, mentre uno di loro si calava giù per riempire i cesti (foto ). Nel recente restauro, che è stato effettuato sul Piano, alcune fosse sono state ricoperte con una struttura in ferro e materiale trasparente e illuminate internamente per renderne visibile la forma (foto ). Col recente restauro sono stati creati, sul Piano, percorsi in pietra con lastre rettangolari (foto ).
Galleria
11 fotografie d'archivio
Le immagini risalgono al rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila: oggi lo stato dei luoghi può essere cambiato e alcuni edifici potrebbero risultare in condizioni peggiori o non più esistenti.
