Pietre di Cerignola — Terra di masserie
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Arca lucana

Arca lucana

Epigrafe incisa su un cippo ad uso sepolcrale, in pietra calcarea, rinvenuto durante lavori di aratura, nel 1977, in contrada Posta Fara, nei pressi del Santuario della Madonna di Ripalta e collocato nel novembre 1979, nell'atrio del vecchio municipio di Cerignola.

Il cippo presenta una forma cilindrica, appiattita longitudinalmente nella parte inferiore, quella che copriva la tomba terragna; esso è caratterizzato da un riquadro anteriore di forma rettangolare dove è incisa l'iscrizione.

Le lettere D. M., invocazione agli dei inferi, sono nella parte superiore, non frontale della cornice. L'iscrizione è incisa in modo spazialmente poco accurato, tanto che alcune lettere sono poste sulla cornice, lateralmente e inferiormente.

Lo schiavo Compsinus, nome di origine greca, dedica il cippo alla moglie Cinnamis, nome anch'esso di origine greca, serva imperiale, morta a 30 anni, dopo 16 anni di matrimonio. Ne deriva che la donna si era sposata a 14 anni.

L'iscrizione può essere datata tra la fine del II e gli inizi del III sec. d. C.

Il testo dell'epigrafe è il seguente.

D. M.

CINNAMIDI AUG.

N. SERV. VIXIT ANNIS

XXX COMPSINUS CO

NIUGI B. N. M. P. C. Q. V. A. XVI

ULA QUEREL

Alcune lettere dell'iscrizione sono abbreviazioni, perciò diamo per esteso la lettura del testo:

D(IS) M(ANIBUS)

CINNAMIDI AUG(USTI)

N(OSTRI). SERV(AE). VIXIT ANNIS

XXX COMPSINUS CO-

NIUGI B(E)N(E) M(ERENTI) P(OSUIT). C. Q. V. A. XVI

ULA QUEREL

Ed eccone la traduzione:

AGLI DEI MANI

A CINNAMIS SERVA DEL NOSTRO AUGUSTO

VISSE TRENTA ANNI

COMPSINUS ALLA MOGLIE

BENEMERITA POSE CON LA QUALE VISSE SEDICI ANNI

[MESI... GIORNI... SENZA] ALCUNA LAMENTELA

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Le immagini risalgono al rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila: oggi lo stato dei luoghi può essere cambiato e alcuni edifici potrebbero risultare in condizioni peggiori o non più esistenti.