Epigrafi · Miliare romano
Miliare LXXXI

Epigrafe incisa su un cippo miliare in pietra calcarea. Presenta lettere della scrittura monumerntale incise secondo un modello decrescente.
Attualmenmte il cippo è collocato a Cerignola in corso Gramsci, angolo via Osteria ducale, però l'originaria collocazione dovrebbe porsi a circa 3 miglia a nord di Canosa, nel tratto Ordona-Canosa della Via Traiana. Tale collocazione è ricavabile dalla indicazioni di alcuni antichi itinerari di viaggio che, tra l'altro, riportano le distanze delle varie località nel percorso da Benevento a Canosa. In base a tale indicazione, essendo la distanza da Benevento a Canosa di 84 miglia (secondo l'itinerario Antonino, II sec. d. C., e quello Burdigalense, 333 d. C.) o di 89 miglia (secondo la Tabula Peutingeriana, III sec. d. C.), ne deriva che il miliare LXXXIV si trovava a Canosa, l'LXXXIII a un miglio da Canosa verso Cerignola, l'LXXXII a due miglia, l'LXXXI a tre miglia.
Nell'epigrafe l'imperatore Marco Ulpio Traiano (98-117 d. C.), dal quale la via prende nome, adottato dal predecessore Nerva e quindi suo filius, è nominato con gli appellativi che gli derivano dalle sue vittorie militari (Germanicus e Dacicus) e con le cariche riunite nella sua persona e indicate con il nunero di volte che gli erano state conferite: 13 per la potestà tribunizia; 6 per il titolo di imperatore; 5 per quello di console. L'appellativo pater patriae, come per ogni altro imperatore, è ereditato da Augusto.
La prima trascrizione ufficiale dell'epigrafe risale al XVII secolo ad opera di P. Stefanoni; Dello Iacono è poi il primo che indichi il luogo in cui il cippo era stato collocato nella città di Cerignola. Teodoro Kiriatti, infine, uno storico locale, nel 1785 per primo riferisce anche sul luogo di rinvenimento del cippo: il convento dei Padri domenicani.
Il testo dell'epigrafe è il seguente.
IMP. CAESAR
DIVI NERVAE F.
NERVA TRAIANUS
AUG. GERM. DACIC.
PONT. MAX. TR. POT.
XIII IMP. VI COS. V
P. P.
VIAM A BENEVENTO BRUNDISIUM
PECUNIA SUA FECIT
la lettura estesa dell'iscrizione è la seguente:
IMP(ERATOR) CAESAR
DIVI NERVAE F(ILIUS)
NERVA TRAIANUS
AUG(USTUS) GERM(ANICUS) DACIC(US)
PONT(IFEX) MAX(IMUS) TR(IBUNICIA) POT(ESTATE)
XIII IMP(ERATOR) VI CO(N)S(UL) V
P(ATER) P(ATRIAE)
VIAM ET PONTES
A BENEVENTO BRUNDISIUM
PECUNIA SUA FECIT
ed eccone la traduzione: L'imperatore Cesare figlio del divino Nerva, Nerva Traiano, Augusto Germanico Dacico, Pontefice Massimo tredici volte investito di potere tribunizio, sei volte acclamato imperatore, cinque volte console, padre della patria, con suo denaro costruì la via ed i ponti da Benevento a Brindisi.
Galleria
2 fotografie d'archivio
Le immagini risalgono al rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila: oggi lo stato dei luoghi può essere cambiato e alcuni edifici potrebbero risultare in condizioni peggiori o non più esistenti.
