Epigrafi · Epigrafe
Testate di ponte

Epigrafi incise su lapidi in pietra calcarea con funzioni di blocchi di testata dei parapetti di un ponte della Via Traiana, nel tratto Ordona-Canosa.
Grazie anche a queste lapidi viene confermato il tracciato della Via Traiana, già conosciuto dagli storici: vecchia strada Stornara-Cerignola, Canale Castello (luogo del rinvenimento), Torricelli, Capitolo.
Il testo delle epigrafi testimonia che non solo la Via Traiana, ma anche i ponti lungo la stessa strada erano stati fatti costruire dall'imperatore Traiano.
Le lapidi attesterebbero quindi l'esistenza di un ponte, dui cui non rimane traccia, che attraversava l'attuale Canale Castello, un tempo di dimensioni assai maggiori.
Il rinvenimento avvenne durante lavori di scavo nei pressi della marana Castello nel 1953 e attualmente i due reperti sono conservati nell'atrio del Municipio di Cerignola in attesa di essere trasferiti nel nuovo museo civico.
Le due lapidi presentano uno stesso testo con lettere della scrittura monumentale secondo un modello decrescernte. La funzione di queste lapidi, come blocchi di testata di ponte, si deduce dall'aggiunta del termine "pontes" che le distingue dai miliari della stessa via che hanno un testo identico, ma mancano di tale termine; dalla loro dimensione che corrisponderebbe a quella della larghezza dei parapetti dei ponti della Via Traiana e infine dalla mancanza di indicazioni del numero della miglia.
Il testo dell'epigrafe è il seguente.
IMP. CAESAR
DIVI NERVAE F.
NERVA TRAIANUS
AUG. GERM. DACIC.
PONT. MAX. TR. POT.
XIII IMP. VI COS. V
P. P.
VIAM ET PONTES
A BENEVENTO BRUNDISIUM
PECUNIA SUA FECIT
la lettura estesa dell'iscrizione è la seguente:
IMP(ERATOR) CAESAR
DIVI NERVAE F(ILIUS)
NERVA TRAIANUS
AUG(USTUS) GERM(ANICUS) DACIC(US)
PONT(IFEX) MAX(IMUS) TR(IBUNICIA) POT(ESTATE)
XIII IMP(ERATOR) VI CO(N)S(UL) V
P(ATER) P(ATRIAE)
VIAM ET PONTES
A BENEVENTO BRUNDISIUM
PECUNIA SUA FECIT
Ed eccone la traduzione: L'imperatore Cesare figlio del divino Nerva, Nerva Traiano, Augusto Germanico Dacico, Pontefice Massimo tredici volte investito di potere tribunizio, sei volte acclamato imperatore, cinque volte console, padre della patria, con suo denaro costruì la via ed i ponti da Benevento a Brindisi.
Galleria
2 fotografie d'archivio
Le immagini risalgono al rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila: oggi lo stato dei luoghi può essere cambiato e alcuni edifici potrebbero risultare in condizioni peggiori o non più esistenti.
