Paesaggi · Paesaggio agrario
Paesaggi tipici

Una delle tante aree paesaggistiche dell'agro di Cerignola. (foto Gioacchino Albanese)
Essendo eminentemente pianeggiante e senza alcun corso d'acqua importante, il territorio di Cerignola non presenta aree di forte rilievo paesaggistico. A caratterizzare il paesaggio, sotto questo profilo, ci sono stati però, e in parte ci sono ancora, specificità del territorio che in questo senso possono essere considerate degne di rilievo. Innanzitutto gli avvallamenti che offrono allo sguardo declivi non aspri ma leggermente degradanti, armonizzati nei colori forti e vari delle coltivazioni (foto , , e ), quindi i tratti di selvatico che in alcuni periodi dell'anno fanno della fioritura spontanea vere e proprie oasi di colori (foto ).
Però è sotto il profilo storico che il paesaggio del territorio di Cerignola può essere maggiormente valorizzato, richiamando alla memoria quei luoghi naturali che hanno trovato menzione nei documenti ufficiali in quanto indispensabili alla sopravvivenza e all'economia del luogo e in diretta relazione con lo sviluppo delle masserie: le marane e le mezzane. Le marane rispondevano al bisogno d'acqua di un territorio, quale quello di Cerignola, eminentemente arido, le mezzane erano invece le sole zone arborate che spezzavano la monotonia prima di un territorio assolutamente brullo destinato per secoli al pascolo delle pecore e poi di quello delle coltivazioni estensive. Nell'Atlante delle locazioni, (1686) le mezzane sono citate in gran numero: mezzana di Tressanti (foto ) e mezzana di Santa Chiara nella locazione di Tressanti; mezzana di S. Maria della Scala e mezzana di Torre Alemanna (foto ) e di Tre Perazzi (foto ) nella locazione di Corneto; mezzana di Torretta, mezzana di Pozzomonaco, mezzana di Pozzoterraneo nella locazione di Vallecannella, per non citare che quelle più note, dal momento che molte altre vengono semplicemente definite mezzane senza avere alcun altra denominazione.
Le mezzane non sono sopravvissute, se non in minima parte (foto , , e ) ai cambiamenti colturali del territorio di Cerignola e sebbene vi sia ancora menzione di esse nella toponomastica tradizionale, nella realtà paesaggistica manca il riscontro reale della loro presenza. In quelle pochissime rimaste è ancora possibile trovare la pianta caratteristica che vi cresceva: il perazzo (foto ), sorta di pero selvatico dai frutti molto aspri (vedi cucina).
Ugualmente non sono sopravvissute le numerose marane (foto ), non tanto perché non esistono più le caratteristiche fisiologiche del terreno che le hanno create, quanto perché con la scarsità delle piogge esse si sono prosciugate, non solo per la scarsità delle piogge, ma anche e soprattutto per la creazione della diga Capacciotti verso la quale soltanto sono state fatte defluire le acque di numerose marane che di conseguenza sono andate in secco. Per cui l'unica grande marana è proprio la diga che resta da sola, come si può vedere dalla cartina satellitare (foto ), a testimoniare l'antica presenza di queste preziose pozze d'acqua.
Va inoltre valorizzata sul piano storico-paesaggistico una pianta vissuta ed estesasi talmente tanto con la transumanza da costituire essa stessa da sola il paesaggio agrario: la ferula (foto e ). Oggi la ferula cresce soltanto in spazi non coltivati, vicini alle masserie (foto ), o ai margini delle strade (foto ), ma nei secoli passati era così fitta che si racconta che all'epoca della battaglia di Cerignola (1503), i francesi che volevano spiare le mosse delle truppe spagnole di Consalvo da Cordova per scoprire il numero dei soldati furono impediti nella osservazione dalla eccessiva presenza delle ferule (foto ). Oggi però sembra una pianta destinata a sparire, pur avendo avuto una grandissima importanza sul piano sociale per tutti quegli oggetti che antiche popolazioni riuscivano costruire utilizzandola: dagli sgabelli (foto e ), ai bastoni, alle scale, ai tappi, agli indicatori di debiti contratti nell'attività commerciale.
Menzione particolare devono avere i pini, perché hanno caratterizzato, in alcuni casi in maniera significativa, il paesaggio tanto da diventarne elemento tipico, sia nella presenza di vere e proprie pinete come a Tressanti (foto e ) o a S. Lilzo (foto e ), sia nella configurazione di viali, come a Santo Stefano e alla masseria Pignatella (foto ), Nella varietà marittima il pino fa bella mostra di sé nei pressi della mezzana di Canfora Zezza (foto )
Da ultimo, il paesaggio del territorio di Cerignola ha risentito dei notevoli cambiamenti colturali verificatisi nei secoli, che hanno visto gradualmente sostituire in parte il grano con le colture intensive, che hanno fortemente tipicizzato e rinnovato il paesaggio come la vite e l'olivo (foto , e ).
Galleria
31 fotografie d'archivio
Le immagini risalgono al rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila: oggi lo stato dei luoghi può essere cambiato e alcuni edifici potrebbero risultare in condizioni peggiori o non più esistenti.
