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Archeologia · Città antica

Salapia

Dove si trova

Salapia

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Salapia

Salapia

La città di Salapia sorgeva nella località dove oggi si trova Torretta dei Monaci(foto ). L'antica città si estendeva, come penisola divisa in tre parti (foto ), su un laguna e comprendeva entro le proprie mura oltre le abitazioni e la necropoli, anche ampi spazi da coltivare e pascoli per gli animali. Questo era dovuto a esigenze di difesa perché in caso di attacco gli abitanti del territorio potevano trovare rifugio entro la città e la città poteva resistere anche ad un lungo assedio grazie alla possibilità di far pascolare gli animali e coltivare i campi senza uscire dalle mura.

A proposito di difesa, Salapia era protetta per una parte dalla laguna e per l'altra da un terrapieno (aggere) ricavato scavando un fossato e innalzando il terrapieno con la terra di risulta del fossato. Il terrapieno fu costruito fra il VII e il VI secolo a. C. Archeologicamente è stato portato alla luce anche un muraglione che era parte del molo del porto dei Salapia.

Le abitazioni di Salapia erano semplici capanne tipologicamente rettangolari con un piccolo portico davanti. I materiali costruttivi erano canne, argilla e ciottoli per la pavimentazione. Il tutto era retto da pali funzionanti come pilastri. Presso la parete di fondo era sistemato il focolare

A Salapia sono state scoperte molte tombe terragne che avevano una forma rettangolare. Sul fondo della fossa venivano messe a volte delle pietre oppure un tappeto di fibre vegetali. Una pietra più grande faceva da cuscino. Il defunto veniva sistemato in posizione rannicchiata, adagiato sul fianco sinistro. Alla fine la tomba veniva ricoperta con travi di legno accostate una all'altra, sulle travi venivano poi messe delle pietre. Per alcuni secoli, precisamente dal X al IX a. C., ci fu l'usanza da parte dei familiari di porre accanto al corpo del defunto uno o più oggetti di bronzo. Infatti si sono trovati fibbie, morsi cavallini a forma di cavallo (foto ), pendagli e l'armamentario completo in bronzo di un guerriero (foto ). Quando la tomba era quella di una donna, l'oggetto che di solito veniva messo accanto al corpo del defunto era una fibbia.

Nei secoli successivi si usò deporre nelle tombe oltre agli oggetti di bronzo anche vasi decorati, di vario tipo. Un particolare tipo di tombe era riservato ai bambini. Erano sepolture in vasi sepolcrali coperti (foto ). Nel corso di varie campagne archeologiche sono stati portati alla luce in varie tombe reperti importantissimi come una coppa del IV secolo a. C. (foto ), due anelli d'oro sempre del IV secolo a. C. (foto ), un vasetto portaprofumi (foto ), della stessa epoca, un vaso a due bocche, definito askos, del III sec. a. C. (foto ).

La città di Salapia che come abbiamo detto sorgeva su una laguna ebbe il problema dell'impaludamento graduale di questa laguna le cui acque si ritiravano gradualmente. Il fenomeno è visibile ancora oggi in zone limitrofe all'antica sede di Salapia (foto , , , , e ), che comunque proprio per questo costituiscono un importante zona paesaggistica. In età romana la sede della città fu spostata col consenso delle autorità.

La zona di Salapia viene riportata come Locazione di Salpi (foto ) nell'Atlante delle locazioni (1686) di Antonio e Nunzio Michele di Rovere.

Filmato d'archivio

Ripreso all'epoca del rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila. La qualità è quella della registrazione dell'epoca.

Galleria

16 fotografie d'archivio

Le immagini risalgono al rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila: oggi lo stato dei luoghi può essere cambiato e alcuni edifici potrebbero risultare in condizioni peggiori o non più esistenti.