Masserie · Cerignola
Lupara
- Tipologia
- Masseria di posta
- Stato
- Semiabbandono
Dove si trova
Lupara

Masseria Lupara
1° complesso architettonico
L'Atlante delle locazioni (1686), di Antonio e Nunzio Michele di Rovere, compassatori, riporta, nella zona Lupara, sia una masseria che una posta (foto ). La posta è disegnata con vicino uno iazzo a tre comparti. Ancora oggi esistono due complessi di edifici a poca distanza l'uno dall'altro, però non resta alcuna testimonianza architettonica della originaria funzione di posta di uno di essi.
Il primo complesso, quello originariamente destinato a posta, si presenta con un numero notevole di edifici, alcuni dei quali uniti a schiera, e altri aggregati, uno a ridosso dell'altro, a formare come un unico corpo (foto ). Lo stato delle costruzioni è molto precario e anche l'uso di contrafforti non ha impedito il crollo di parti di copertura (foto ). L'edificio più complesso è quello destinato, una volta, a residenza padronale. Esso si presenta più alto degli altri, con una facciata terminante in un cornicione che nasconde, grazie al prospetto, gli spioventi del tetto, che è ricoperto con tegole piatte. Si aprono, sulla parete frontale, due piccoli ingressi ai quali corrispondono, ad una certa altezza, due finestre con cornice superiore. Affiancano questa facciata due edifici più bassi e di diversa altezza, che consentono all'edificio principale un affaccio tramite una finestra laterale. Sul tetto dell'edificio più basso vi è una piccola costruzione a spioventi con camino, mentre all'altro edificio è stata unita una bassa camera ad un solo spiovente.
Separata dagli altri edifici vi è una cappella rurale (foto ) con altri piccoli vani adiacenti che ripropongono stilisticamente la configurazione dei complessi architettonici più grandi. Il prospetto frontale della cappella è quadrangolare con alcuni gradini che portano all'ingresso, che è di forma rettangolare, con stipiti in pietra e architrave con la parte superiore rialzata alle estremità in modo da fare da base a due piccole cornici modanate, lasciando che al centro trovi spazio la circonferenza della finestra ad oblò, sormontata da una nicchia votiva. L'architrave reca la scritta, a lettere cubitali di buona fattura "Qui non si gode asilo" (foto ).
Nell'edificio affiancato alla cappella l'architrave ha le estremità sporgenti rispetto agli stipiti e la finestrella è sistemata in posizione decentrata. Il terzo ingresso è rientrante rispetto agli altri due ed è posto su quella che dovrebbe essere considerata la facciata laterale. Le strutture murarie sono in pietra crosta, mentre gli angoli sono rinforzati con pietre e mattoni appena bugnati e originariamente ricoperti con intonaco in modo da creare una cornice a rilievo su tre lati con modanature agli angoli. La cornice, nella parte superiore della facciata è stata ottenuta dalla sovrapposizione di file di tegole convesse diversamente aggettanti e inframmezzate da tegole piatte.
La cella campanaria (foto ) è montata sul lato destro del cornicione e si presenta con una struttura a pilastrini formati da blocchi sovrapposti, della stessa misura, poggianti su un basamento e affiancati da forme murarie a volute. L'arco, alla sommità, è a tutto sesto e ornato da cornice arricchita da una voluta centrale e da due laterali. Lo stile richiama quello della chiesetta di Montaltino (vedi Montaltino). A fianco alla cappella vi è un pozzo (foto ) con tetto spiovente e piano sollevato rispetto a quello di calpestio.
2° complesso architettonico
Alla distanza di un centinaio di metri dal primo complesso, vi è il secondo, dalla struttura più lineare e moderna. Presenta una serie di edifici a schiera, alcuni con tetto piano e altri con tetto a spioventi (foto ). Ad una delle estremità è ancora riconoscibile una torretta cilindrica di difesa (foto ), attualmente mancante della parte superiore, che permetteva la visuale di due lati dell'edificio. La base, retta da due blocchi di sostegno, in pietra, è leggermente modanata secondo forme consuete (vedi Cerina). La facciata principale (foto ) presenta una sopraelevazione con due balconi e balaustra in ferro. Nella parte sottostante e in asse con i balconi ci sono due grandi finestre e al centro il portone di ingresso. Le finestre hanno una cornice posta immediatamente sotto il piano dei balconi, mentre quella del portone è posta sopra l'architrave. Tra i tetti a spioventi dei due caseggiati successivi è posta una graziosa edicola votiva a forma di parallelepipedo rettangolare con copertura tronco-piramidale e pinnacolo superiore (foto ). Sulla superficie della copertura sono ancora riconoscibili decorazioni a volute simili nella forma a quelle presenti nella chiesetta.
Di fronte ai caseggiati vi è un capannone con tetti a spioventi e un pozzo monumentale (foto ) con cornice ad arco e sormontato da un cubicolo con apertura ad oblò e tetto piramidale con piccole capriate in legno e tegole piatte. Probabilmente questa struttura superiore era usata come colombaia. Il piano del pozzo è sopraelevato e sulla parete chiusa si apre una piccola feritoia rettangolare, usata per osservazione dell'esterno, con finalità quindi anche di difesa.
Galleria
12 fotografie d'archivio
Le immagini risalgono al rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila: oggi lo stato dei luoghi può essere cambiato e alcuni edifici potrebbero risultare in condizioni peggiori o non più esistenti.
