Pietre di Cerignola — Terra di masserie
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Masserie · Cerignola

San Giovanni di Zezza

Tipologia
Masseria fortificata
Stato
Semiabbandono

Dove si trova

San Giovanni di Zezza

S.FERDINANDO DI PUGLIATRINITAPOLICANOSA DI PUGLIALAVELLOS.S. 16FERROVIA BOLOGNA-BARIAUTOSTRADA A14S.S. 545S.S. 98S.S. 16bisAUTOSTRADA A16S.S. 529Fiume OfantoCerignolaLupara — Posta d'IschiaPignatella di SopraSalapiaSan VitoBorgo LibertàMoschellaBorgo TressantiLago di Capacciotti
San Giovanni di Zezza

Masseria San Giovanni di Zezza

Situata nella zona S. Giovanni, che dopo l'istituzione della Dogana delle pecore divenne locazione aggiunta (foto ) (vedi Tratturi), la masseria omonima, che dà il nome alla zona, è formata da una pluralità di caseggiati: 2 chiesette; un edificio padronale adibito ad abitazione e magazzino; 2 capannoni in lamiera di ferro di cui uno abbandonato e l'altro adibito a deposito; un edificio a pianta rettangolare con originaria probabile funzione di convento; caseggiati a schiera; scantinato con destinazione originaria non conosciuta.

Già presente come toponimo di abitato nella cartografia dell'Italia di G. A. Magini del 1620, la masseria omonima identifica una serie di edifici dislocati in un'area piuttosto estesa (foto e ) e appartenenti a vari periodi storici. Ogni edificio ha avuto nel tempo funzioni diverse. Oggi la maggior parte di essi sono disabitati e alcuni versano in condizioni di pieno degrado, essendo pericolanti e dunque non più accessibili. La masseria è stata per moltissimi anni proprietà della famiglia Zezza.

L'edificio centrale (foto ), prospiciente la strada interpoderale che porta alla masseria (foto ), è una costruzione a pianta rettangolare che si sviluppa su due piani: quello terreno e il primo piano, separati da una cornice che percorre l'intero prospetto e continuava armonicamente su tutte le facciate. Successivamente la cornice è stata eliminata in una facciata laterale e in quella posteriore. Il prospetto anteriore (foto ) presenta, all'altezza del pianoterra, un arco a tutto sesto in pietra con portone di ingresso, oggi in metallo, affiancato ad una certa distanza da due porte laterali simmetriche sormontate da due finestre circolari ad oblò.

A livello del primo piano è situato un balcone con il piano di calpestio in pietra e balconata in ferro battuto a losanghe (foto ). In posizione laterale simmetrica rispetto al balcone e in asse con le porte sottostanti vi sono due finestre con architrave in pietra e cornice superiore con modanature sporgenti come per il balcone.

La facciata posteriore (foto ) presenta invece a livello del pianoterra una finestra rettangolare di più recente apertura e un balcone con caratteristiche analoghe a quello della facciata anteriore.

Agli angoli e in continuità con la muratura in mattoni a faccia vista del prospetto anteriore vi sono quattro torrioni angolari con base a piano terra. Ogni torrione (foto ) ha forma troncoconica nella parte inferiore e cilindrica in quella superiore. Le due parti sono raccordate dalla cornice modanata arrotondata, leggermente aggettante rispetto alla superficie. La parte superiore termina con una fascia a rilievo che si sovrappone alla superficie di base ed è sormontata da una cornice circolare spiovente.

I torrioni che forse sono stati aggiunti successivamente al corpo centrale, si presentano come corpi avanzati rispetto alla facciata per assolvere alla funzione di osservazione e di difesa dei prospetti delle facciate. I torrioni hanno la superficie rivestita di mattoni a faccia vista. Su ognuno si aprono 4 feritoie rettangolari collocate a due a due nella parte superiore e in quella inferiore, alla stessa altezza e in posizione opposta.

Prospetticamente l'edificio si affianca alla nuova chiesetta circolare in tufi (foto ). Però la chiesetta più antica è quella in pietra crosta collocata in posizione isolata rispetto al resto degli edifici (foto e ).

Essa è stata abbandonata dopo il crollo del tetto in legno (foto ) e un progetto di restauro ne prevede la possibile ricostruzione (foto , , e ). Si tratta di una costruzione rettangolare (foto ). L'ingresso è caratterizzato da un architrave in pietra calcarea (foto ), con sopra un timpano spezzato, all'interno del quale vi è una nicchia che accoglieva una statua della Madonna con Bambino. I cantonali, a rilievo, sono formati da tufi e pietre. Uno dei lati della chiesetta è rafforzato da un contrafforte (foto ). Sulla facciata è stato murato, a fianco all'architrave sinistro un blocco in pietra calcarea con le iniziali dell'allora proprietario M. Z., Michele zezza (foto ). Sul muro della facciata laterale destra sono stati incisi strani segni religiosi (foto ). L'interno formato da una sola piccola navata (foto ), presenta due nicchie ad arcate a sesto acuto internamente decorate ad affreschi della seconda metà del '700. La facciata posteriore è configurata con un piccolo ingresso-uscita e una finestra. Ai lati della parete due pilastri modanati (foto ) con funzione anche di sostegno ornavano il presbiterio. Il pavimento non è più presente.

Ad una certa distanza dalla vecchia chiesetta e in prossimità della nuova si trova un grande edificio a pianta rettangolare (foto e ).

Il materiale costruttivo usato originariamente è la pietra crosta. Successivamente per motivi statici la facciata è stata in parte rifatta in tufo. Essa è a due ordini (foto ). Al piano terra una serie di ingressi che immettevano in stanze adibite a stalle e abitazioni di fattori. Alcuni ingressi sono ad arco come quello centrale e quello dell'estrema sinistra rispetto a chi guarda. Il primo è ad arco a sesto acuto. L'altro a sesto ribassato. Entrambi sono in pietra calcarea con conci chiusi a chiave di volta troncopiramidale rovesciata. Gli altri ingressi sono con architrave sormontato da un'apertura quadrata come finestra. Le stanze adibite ad abitazione sono fornite di camino. Al piano superiore una serie di finestre in asse con gli ingressi sottostanti. Le finestre hanno forma rettangolare.

Una delle facciate laterali (foto e ) presenta due finestre con piccoli architravi a sostegno della muratura e mensole con spigoli arrotondati leggermente aggettanti. I cantonali sono in pietra e mattoni.

L'interno del piano superiore al quale si accede da una delle stanze a pianterreno presenta stanze piuttosto piccole (foto ), ma decorate con una volta ad archetti a sesto acuto e riquadrata al centro. Le stanze superiori erano destinate ad abitazione padronale.

A poca distanza dall'edificio precedente se ne presenta un altro (foto ) stretto e lungo con tetto a spioventi e arco di ingresso in pietra calcarea e a sesto ribassato. All'interno il piano di calpestio è in pendenza (foto ). La luce all'interno penetra attraverso riquadri nella volta a botte, mentre una finestra è presente nella parete di fondo. Questo edificio, durante l'occupazione dei bombardieri americani venne usato come sala operazioni.

In riferimento alla presenza degli americani che nella zona di S. Giovanni costruirono un grandissimo aeroporto vi sono dei capannoni in lamiera di ferro (foto ) che avevano funzione di magazzino per i soldati. All'interno la luce era data da finestre laterali (foto ). Uno dei due capannoni ha dimensioni minori dell'altro ed è stato successivamente murato a tufi (foto e ).

Separato da questo primo gruppo di edifici ve ne è un altro (foto ) strutturalmente autonomo, formato con edifici adiacenti e sistemati in modo da fare corpo unico su ogni lato del complesso. La facciata originaria degli edifici era a spioventi, poi alcuni sono stati rifatti con facciata lineare (foto e ). Gli edifici sono molto semplici e ricoperti con tegole (foto ). Alcuni hanno architrave in pietra calcarea con arco a tutto sesto chiuso da chiave di volta a casetta. Sull'arco sono ancora leggibili anche se in parte le scritte lasciate dall'aviazione americana per indicare la destinazione d'uso dei vari locali (foto ). L'interno ha come soffitto capriate scoperte in legno (foto ).

A corredo di questo secondo complesso di edifici vi sono due pozzi scoperti. Uno è fornito di vasche in pietra ed ha il cubicolo di prelievo rialzato (foto e ). L'altro ha vasche in cemento degradanti (foto , e ).

Il pozzo del primo complesso è invece coperto (foto ). Ha il piano di calpestio rialzato e coperto in ciottoli (foto ). Sparse in vari punti vi sono fosse di grano con copertura in lamiera metallica (foto ).

La chiesa più recente è dedicata a S. Giovanni Battista (foto ). Ha forma circolare, è in tufo. Dopo il crollo del tetto dell'antica chiesetta, questa ha sostituito la precedente.

La facciata di ingresso ha come corpo avanzato un finto pronao tetrastilo, con colonne moderne di stile ionico. La trabeazione porta l'iscrizione SAN GIOVANNI BATTISTA. Alla sommità del tetto vi è una piccola cella campanaria non posta in asse con il timpano. Spesso la chiesa è oggetto di visita da parte di comitive, anche statunitensi (foto ). L'interno della chiesetta è molto semplice, con pareti decorate da lesene, appena aggettanti (foto ).

Durante la seconda guerra mondiale la masseria di San Giovanni e altre masserie viciniori furono usate come campo base per la partenza dei bombardieri americani. Vi fecero parte diversi gruppi (foto , , , , , , , , , e ).

Per quanto riguarda l'aspetto più specificamente artistico, va notato che la vecchia chiesetta, la cui costruzione risale al '700, presenta affreschi di buona fattura, anche se fortemente degradati dal tempo, che rivelano l'indirizzo devozionale dell'epoca attraverso la raffigurazione di specifici santi, a partire da S. Giovanni Battista cui la chiesa e la contrada erano e sono dedicate (foto , , , , , , , , , ).

Galleria

74 fotografie d'archivio

Le immagini risalgono al rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila: oggi lo stato dei luoghi può essere cambiato e alcuni edifici potrebbero risultare in condizioni peggiori o non più esistenti.