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Masserie · Cerignola

Torre Alemanna

Tipologia
Masseria fortificata
Stato
In restauro

Dove si trova

Torre Alemanna

S.FERDINANDO DI PUGLIATRINITAPOLICANOSA DI PUGLIALAVELLOS.S. 16FERROVIA BOLOGNA-BARIAUTOSTRADA A14S.S. 545S.S. 98S.S. 16bisAUTOSTRADA A16S.S. 529Fiume OfantoCerignolaLupara — Posta d'IschiaPignatella di SopraSalapiaSan VitoBorgo LibertàMoschellaBorgo TressantiLago di Capacciotti
Torre Alemanna

Masseria Torre Alemanna

Il complesso monumentale di Torre Alemanna deve il suo nome alla presenza della torre e al fatto che essa fu costruita dai componenti di una delle Case, in Puglia, dell'Ordine monastico cavalleresco di origine germanica.

L'istituzione di questo Ordine deve essere inquadrata in linea con la presenza in Europa di altri ordini dello stesso tipo, quale quello dei Templari e dei Cavalieri dell'Ordine di Malta, dediti all'assistenza dei pellegrini che si recavano in Terrasanta e alla difesa dei luoghi sacri.

L'ordine dei cavalieri teutonici prese l'avvio, probabilmente nel 1128, dalla fondazione di un ospedale (foto ), a Gerusalemme, con la funzione di accogliere e curare cavalieri e pellegrini di lingua tedesca. Quando questo primo ospedale fu distrutto, mercanti tedeschi ne costruirono un altro nel 1190 a S. Giovanni d'Acri. Col tempo le sedi dell'Ordine teutonico in terra Santa si moltiplicarono e poi i Teutonici ebbero la prima sede in Europa, precisamente a Palermo, grazie all'appoggio di Enrico VI di Hohenstaufen.

Nel 1198, la confraternita divenne un ordine cavalleresco, che recepì, dagli Ordini già esistenti, simboli e caratteristiche, come il mantello bianco dei templari, il simbolo della croce e la Regola degli Ospitalieri.

Inizialmente l'abbigliamento fondamentale dei Teutonici era costituito da una veste nera e da un mantello di eguale colore, poi sostituito da mantello bianco con una croce nera sulla spalla sinistra, che doveva ricordare l'umiltà del precedente abito (foto e ).

L'Ordine teutonico ebbe in Puglia tre Case: una a Barletta, una a S. Leonardo di Siponto e una terza nei pressi del centro abitato di Corneto. Infatti nel 1231 l'imperatore Federico II donò all'Ordine, nella persona del suo Gran Maestro Hermann von Salza (in carica dal 1210 al 1239, anno della morte), due terre lavorative in questa località. Questo luogo poi finì col prendere il nome dalla torre, emergenza architettonica che i Teutonici edificarono insieme alla chiesa a rappresentare la duplice funzione da essi assolta: di difensori dei pellegrini (la torre), e di monaci (la chiesa).

Il monumento

Il monumento di Torre Alemanna (foto ) si trova a circa 16 Km da Cerignola, a metà strada tra Cerignola e Ascoli Satriano. La torre fu costruita nel XIV secolo, molti anni dopo che i Teutonici entrarono in possesso delle terre di Corneto. Visibile in lontananza, la torre ha un'altezza di circa 23 metri e mezzo e un lato di 9, 60 m. (foto ). Originariamente fu innestata su un lato della torre una costruzione molto più bassa in modo che nell'insieme i due edifici coniugassero una forma ad elle (foto e ), che sposasse la funzione di difesa con quella religiosa. Una costruzione del genere portava in loco un modello architettonico europeo (foto ), che simboleggiava la presenza geografica di questo tipo di Ordini monastico-cavallereschi, al di là dei luoghi in cui essi erano nati: quelli della Terra Santa.

Le pareti della Torre hanno uno spessore di 2 metri alla base e 1,70 alla sommità. I materiali usati per la sua costruzione furono di natura varia: conci, ciottoli, laterizi, tutti legati con malta, mentre lastre di pietra calcarea furono usate per rinforzare gli angoli (foto ). Tali materiali dovettero rivelarsi talmente solidi e resistenti che per i successivi edifici, che furono aggregati agli originari, alcuni dei quali costruiti anche secoli dopo, fu mantenuta la stessa tipologia costruttiva (foto ).

Tre lati della torre presentano, sulle facciate, varie finestre, piccole, rettangolari e disposte in modo asimmetrico, un lato invece non ha alcuna apertura e tutto questo attribuisce alla torre un severo stile romanico, che però viene contrastato dallo slancio d'insieme della costruzione che le dà una verticalità di stile gotico.

L'interno della Torre era originariamente diviso in due ambienti (foto ): uno a piano terra, che oggi si presenta con il piano di calpestio ribassato e senza pavimento, e l'altro, sovrapposto, elevantesi fino ad un'altezza di circa 8 metri, rispetto al piano terra.

L'ambiente a piano terra della torre, misura 6 metri per 6 metri e attualmente ha uno stretto ingresso ad est, che non è quello originario. Le pareti sono affrescate e la volta è a crociera e presenta scolpita, sulla chiave, una stella a 5 punte inscritta in un cerchio (foto ).

I costoloni della volta poggiano sui capitelli di colonne angolari (foto ), innalzate a piccoli blocchi cilindrici, che poggiano agli angoli seguendo l'andamento della parete fino ai costoloni.

A separare l'ambiente della torre dall'edificio longitudinale ad essa adiacente vi è un grande arco a sesto acuto (foto ), attraverso il quale dalla navata si passava nel presbiterio ricavato a pianoterra della torre. Oggi nella parte superiore della facciata dell'arco si apre un ingresso quadrangolare, che per un certo periodo immetteva dall'esterno in questa stanza della torre (foto ), stanza dove era stato ricavato un pavimento costruendo una volta a botte posticcia come copertura a circa metà dell'altezza del vano a piano terra. La volta oggi è stata demolita e ne è rimasta traccia solo in un residuo dello spaccato (foto e ).

Per accedere al piano superiore della torre vi era originariamente una scala esterna, oggi inglobata, in parte, in uno degli spazi di accesso costruiti successivamente, e ai quali si accede da una stanza che fungeva da disimpegno (foto e ).

Salendo la scala a chiocciola si giunge ad un terrazzo che presenta un ingresso al piano superiore della torre. L'altezza di questo piano è di circa 12 metri e mezzo. Il locale è luminoso grazie alle numerose finestre e presenta vani per la guardia e l'osservazione. Nelle condizioni attuali non vi è possibilità di accesso a questi vani, per cui è ipotizzabile che originariamente vi fossero scale removibili in legno che ne consentivano il raggiungimento.

La torre era alla sommità merlata e per questo è probabile che vi fosse un corridoio che girasse internamente in parallelo con la fascia dei merli per consentire osservazione e difesa dall'alto.

Finché fu proprietà dei Cavalieri Teutonici, la Torre fu anche la residenza ufficiale del suo rappresentante, il praeceptor, o addirittura del rappresentante della Balia di Puglia, il Komtur, il commendatore dell'ordine. Queste presenze importanti potrebbero essere testimoniate dal recente ritrovamento di stoviglie di fine fattura, che denotano gusto e classe del destinatario.

La Casa Teutonica di Torre Alemanna comprendeva circa 5000 ettari di terreno e migliaia di capi di bestiame. Aveva una fornace per la produzione in proprio di oggetti in terracotta e varie fosse interne per il deposito del grano o di altre derrate alimentari.

Attorno al nucleo iniziale della torre e della chiesa in essa compresa e annessa furono col tempo costruiti edifici per le persone addette ai servizi e venne così configurandosi nel tempo il borgo medievale, circondato da mura e con accesso da un portale principale (foto e ) di recente restaurato insieme agli altri edifici (foto ).

Il portale è formato da un arco a tutto sesto (foto ) ripercorso internamente da un altro arco sempre in pietra.

La facciata dell'arco presenta due stemmi dell'ordine dei teutonici: a sinistra lo scudo crociato (foto ), e, a destra, uno scudo con tre croci decussate (foto ). Il restauro ha portato in evidenza che lo scudo è a sua volta fissato ad una lastra recante una breve iscrizione (foto e ). Al di sopra del parapetto vi è un timpano, decorato a volute, posto sul portale quando Torre Alemanna era divenuta una commenda cardinalizia (XV secolo). Al centro del timpano vi è lo stemma del cardinal Pasquale Acquaviva d'Aragona (foto ). Lo stemma era consunto da tempo (foto ) e, il restauro, poco ha potuto aggiungere alla sua lettura. Si tratta comunque dello stesso stemma del cardinale presente in altri punti del complesso edilizio.

Al di sotto dello stemma, e murata sulla facciata dell'arco, vi è una lapide con la seguente iscrizione

D. O. M.

PASCHAL AB AQUAVIVA ARAGONIUS

ECCLESIAM DOMUM FUNDI INSTRUMENTA

DIDACO INGELLIS CUNCTA PROCURANTE

RESTAURAVIT ORNAVIT AUXIT

A. D. 1750

Il testo riferisce dei rifacimenti realizzati alla chiesa e al palazzo, col permesso del cardinale, dal suo procuratore Didaco Ingelli, arciprete di Conversano.

Dunque dopo essere stata residenza dei monaci-cavalieri teutonici, nel 1483 Torre Alemanna con tutti i suoi possedimenti passò al Papato e fu ceduta al papa Sisto IV (9 agosto 1471-12 agosto 1484), che ne fece una commenda cardinalizia. E fu un cardinale, precisamente Nicola Caetani di Sermoneta, ad arricchire architettonicamente il borgo costruendovi un palazzo residenziale, dopo esserne divenuto abate commendatario. Ne è testimonianza una lapide affissa sul lato sud di tale palazzo (foto e ):

D. O. M.

DNS NICHOLAUS CAIETANUS

TITULI SATI EUSTACHI S R E

PRESBITER CARDINALIS

DE SERMONETA PRECEPTORIE

SIVE ABACIE SANTI LEONARDI

DELLA MATINA PERPETUUS

ADMINISTRATOR A FONDAMENTIS

EREXIT ANNO DOMINI 1570 IS 7

Che in lettura estesa recita:

D(EO). O(PTIMO). M(AXIMO).

D(OMI)N(U)S NICHOLAUS CAIETANUS

TITULI SA(NC)TI EUSTACHI S(ANCTAE) R(OMANAE) E(CCLESIAE)

PRESBITER CARDINALIS

DE SERMONETA PRECEPTORIE

SIVE ABACIE SANTI LEONARDI

DELLA MATINA PERPETUUS

ADMINISTRATOR A FONDAMENTIS

EREXIT ANNO DOMINI 1570 IS 7

Sovrapposto alla lapide vi è quel che rimane dello stemma della famiglia Caetani di Sermoneta (foto ). Il palazzo dell'abate ha il suo ingresso sul lato ovest del borgo. Appena varcata la soglia con arco a tutto sesto ci si trova in un piccolo androne con volta a botte lunettata. Percorso l'androne ci si affaccia sul cortile interno (foto ). Qui, murato a destra su uno dei lati del palazzo, come reperto casuale, vi è un concio che riporta la croce decussata dei teutonici (foto ). Andando a sinistra verso l'arcata ci si può dirigere verso l'attuale ingresso al piano terra della torre (foto e ). Andando a destra e salendo la scalinata ci si trova, alla sommità, in un piccolo loggiato (foto ) che fa da collegamento tra l'ingresso al palazzo dell'abate, a destra, e l'ingresso nella stanza di disimpegno, che si trova a sinistra, per salire alla torre o accedere alle altre stanze di antica rappresentanza.

Entrando nel palazzo dell'abate (foto ), di recente restaurato, ci si trova di fronte ad una lunga serie di stanze susseguentisi (foto ), che percorse fino in fondo portano, svoltando sulla destra, ad una torretta pensile, sovrastante l'androne di ingresso, dalla finestra della quale è possibile osservare dall'alto e alle spalle di chi entra l'interno del cortile (foto ). Le stanze del palazzo sono munite di camini decorati volumetricamente con figure femminili (foto e ). Ogni stanza ha finestre laterali, che si affacciano sul piazzale di ingresso del borgo.

Uscendo di nuovo sul porticato che smista i percorsi (foto ), ci si può dirigere verso la stanza di disimpegno (foto ) che ha l'accesso alla torre e ad altri piccoli spazi di rappresentanza (foto ).

Sempre dal porticato ci si può dirigere verso sud per trovare altri ambienti di servizio

L'altro abate commendatario di cui vi sono testimonianze lapidee a Torre Alemanna è il cardinale Pasquale Acquaviva d'Aragona. Di lui si conservano due stemmi sulla facciata d'ingresso del palazzo dell'abate (foto e ). Una lapide (foto ) commemorativa dei lavori di ristrutturazione fatti eseguire tramite il suo agente generale Didaco Ingelli da Pasquale Acquaviva d'Aragona.

Il testo della lapide è il seguente:

R. P. A.

PASCHALE ACQUAVIVA DE ARAGONIA

ABBATE COMMEN

DIDACUS INGELLIS ARCHIP CUPERSAN

AGENS GENERALIS

A FUNDAMENTIS EXTRUXIT

A. D. MDCCXXXXIV

che in lettura estesa recita:

R.(EVERENDISSIMO) P.(ATRI) D.(OMINO).

PASCHALE ACQUAVIVA DE ARAGONIA

ABBATE COMMEN(DATARIO)

DIDACUS INGELLIS ARCHIP(RESBITER) CUPERSAN(ENSIS)

AGENS GENERALIS

A FUNDAMENTIS EXTRUXIT

A.(NNO) D.(OMINO) MDCCXXXXIV

L'androne che accoglie quest'ultima lapide sulla parete di sinistra, ospita sulla parete di destra alcuni elementi decorativi murati lì per preservarli dalla dispersione (foto e ).

Una terza iscrizione dedicata al cardinal d'Aragona si trova su una lapide che è sistemata al disopra dell'architrave di uno degli ingressi che si affacciano sulla piccola loggia (foto e ).

Il testo è il seguente: DIDACUS INGELLIS

AGENS GEN^LIS

1750

Gli abati commendatari, a differenza di quanto avevano fatto i monaci teutonici, non gestirono in modo eminentemente produttivo i terreni della commenda, ma preferirono farne terra da pascolo, incamerando il ricavato degli affitti. Torre Alemanna così come appare nella cartografia del 1600, come facente parte della locazione di Corneto è ormai un feudo inserito pienamente nel sistema della transumanza del Tavoliere (foto , e ).

Gli affreschi

Il ciclo di affreschi di Torre Alemanna si trova al piano terra della torre, in quello che abbiamo detto essere stato originariamente un presbiterio. Lo stato di conservazione dei dipinti è molto precario e questo è dovuto al fatto che per lungo tempo l'E. R. S. A. P, l'ente regionale che aveva in gestione il bene architettonico, poco si è curata della manutenzione e soprattutto non ha provveduto ad evitare le perdite d'acqua del grande serbatoio collocato internamente alla sommità della torre. Queste perdite d'acqua hanno provocato un graduale distacco delle pellicole pittoriche determinando appunto lo stato attuale di degrado.

Le pareti che presentano ancora oggi una vasta superficie affrescata sono quelle ad est e a ovest. Gli affreschi furono eseguiti su committenza dell'ordine teutonico e ne riflettono, nei temi pittorici, le tendenze politico-religiose. Dal momento che, molto probabilmente, la committenza aveva proposto all'esecutore una serie di ritratti di papi e santi da realizzarsi ad una certa altezza della parete, il maestro pittore ha creato un motivo di riempimento che andasse a decorare lo spazio tematicamente vuoto della zoccolatura e ha ideato una velatura (foto ) pittoricamente posata in modo dinamico a riprese ritmiche in modo da dare un composto effetto di profondità, tramite le pieghe e le curve tra un punto di attacco e l'altro del telo; e anche un effetto di mosso, attraverso il dinamismo delle bande colorate rosse e nere che percettivamente si spezzano nelle pieghe del tessuto che in questo modo sembra ventilato come se fosse collocato all'esterno e soggetto al flusso dell'aria. Osservati però nel loro insieme tutti quei veli danno l'idea di una teoria di mantelli indossati da soggetti invisibili con i punti di attacco alle spalle, quasi una sorta di schieramento d'onore tutt'intorno ai soggetti raffigurati. L'ipotesi sarebbe confermata dalla presenza di un abito bianco nelle due scene superiori, abito però non indossato da Cristo, ma che testimonia la presenza discreta o se si vuole invisibile dell'Ordine accanto alla figura divina. E' noto che quello del mantello da indossare fu un vero e proprio problema per i teutonici, che alla fine furono autorizzati dal papa a portare il mantello bianco.

Al di sopra di tale elemento decorativo corre una serie di tondi concatenati in cui sono raffigurati, a mezzo busto, papi e santi, nella prima metà della fascia (foto , , , , , e ), e sante nella seconda metà (foto , , e ), i primi, ritratti con la stessa configurazione benedicente le seconde con il palmo della mano rivolto verso l'osservatore, e solo in parte identificabili, infatti per poche figure soltanto è possibile la lettura del nome. Le iscrizioni sono in lettere capitali gotiche scritte sulla sottostante cornice rossa (foto ).

Sulla parte superiore della parete divisa centralmente da una finestra vi sono due scene della vita di Cristo (foto ). La prima è quella di Gesù davanti a Pilato (foto ). La scena, che pure è poco leggibile, presenta sulla sinistra e in primo piano un personaggio che indossa una ricca veste ricamata, seduto su un trono. Di fronte a lui vi è la figura del Cristo riconoscibile dal manto rosso e altri 3 personaggi che gli sono intorno, identificabili nel numero dalle coppie di piedi.

La seconda scena, alla destra dell'osservatore (foto ), rappresenta la salita al Calvario. Sono leggibili la persona del Cristo con la tunica rossa e la presenza di un abito bianco non indossato da alcuno, il che richiamerebbe il tema dell'invisibilità di soggetti storici idealmente presenti, come abbiamo già detto. Si individuano altri personaggi: da un centurione ad un soldato.

La parte centrale della parete occupata dalla finestra presenta altri temi della passione: il Cristo deriso (foto e ) con la presenza del Cristo ancora in tunica rossa, una figura orante inginocchiata che riproporrebbe il tema dell'abito bianco e scena di mani che stringono bastoni e spada.

Sempre nella strombatura della finestra si legge appena la figura di Cristo che prega nell'orto, riconoscibile dal nimbo contrassegnato dalla croce (foto ). Altre tracce di affresco si notano sulla parete dove si apre l'attuale porta di ingresso (foto ).

Ma il tema iconografico più importante è quello delineato sulla parete di destra rispetto all'attuale ingresso. Si tratta del tema francescano del Cristo come albero della vita, con la raffigurazione della Croce dalla quale si dipartono i tralci (foto ). La figura centrale del Cristo alla Croce è ormai illeggibile però restano in parte visibili i cartigli simboleggianti rami e riportanti iscrizioni.

Attorno alla Croce figure di profeti chiuse in tondi (foto e ). Ai piedi della Croce la scena della Madonna sorretta da Maria Maddalena e da Maria madre di Giacomo (foto , e ). Alla destra della Croce la figura del committente inginocchiato e orante e a fianco S. Giovanni (foto , e ).

Gli affreschi potrebbero risalire alla fine del '200, e sono proprio essi a porre in essere il problema della valenza territoriale di Torre Alemanna, valenza che è stata definita dagli storici solo e semplicisticamente in termini economici, considerando Torre Alemanna una masseria produttiva con frequente alienazione di fondi da destinare alle altre "case". Tale ridimensionamento della funzione di Torre Alemanna innesca invece il mistero più forte relativo a questa presenza architettonica: che ci facevanop affreschi di grande pregio e di natura filosofica in una semplice masseria di produzione agricola? Il problema è storicamente ancora tutto da risolvere.

La chiesetta

Sempre all'interno del borgo, ma separata dalla Torre e dal Palazzo dell'Abate vi è la piccola chiesa (foto ), che risulta già presente nei documenti del 1600. Essa fu costruita sotto gli abati commendatari ma conservò la devozione per la Madonna propria dei Teutonici per cui fu intitolata a S. Maria dei Teutonici; infatti dal momento che originariamente la cappella dell'ospedale teutonico in Terrasanta era dedicata alla Vergine, ne conseguì il nome di frati dell'ospedale di Santa Maria dei Tedeschi. Propriamente il nome era quello di Fratelli della Casa Teutonica di Santa Maria di Gerusalemme (Fratres Domus Hospitalis Sanctae Mariae Teutonicorum in Jerusalem).

Successivamente la chiesa fu dedicata a S. Leonardo e attualmente al Sacro Cuore.

La chiesa fu fatta costruire dalla famiglia Caetani e sugli stipiti sono riportati gli stemmi dei Caetani di Sermoneta e dei Caetani di Gaeta, al di sopra del frontone vi è anche lo stemma del cardinale Acquaviva (foto ), poiché costui intervenne per i restauri resisi necessari a seguito di un terremoto.

Il prospetto dell'edificio è a doppio spiovente (foto ) e presenta un frontone spezzato, aggiunto in funzione decorativa senza però eliminare la finestrella preesistente, ma solo restringendone l'apertura. Vi è una piccola cella campanaria, collocata sullo spiovente di destra. La chiesa, alla quale era, per l'abbandono, crollato il tetto (foto ) fu restaurata negli anni '50, in seguito alla riforma fondiaria e alla formazione di Borgo Libertà.

L'interno ad una sola navata (foto ) e con il soffitto a capriate scoperte in legno, presenta due altari laterali e l'altare maggiore.

Appena dopo l'ingresso sulla parete di destra è murato lo stemma degli Acquaviva con sotto una lapide che ricorda anche per la chiesetta i restauri effettuati nel 1750 (foto ).

Galleria

90 fotografie d'archivio

Le immagini risalgono al rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila: oggi lo stato dei luoghi può essere cambiato e alcuni edifici potrebbero risultare in condizioni peggiori o non più esistenti.