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Paesaggi · Invaso artificiale

Lago di Capacciotti

Dove si trova

Lago di Capacciotti

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Lago di Capacciotti

Invaso della diga con andamento di costa. (foto Gioacchino Albanese)

La diga Capacciotti, in località Bellaveduta nell'agro di Cerignola, è stata realizzata dal Consorzio per la Bonifica della Capitanata. Il Consorzio "opera su un comprensorio di 441.000 ettari (dal torrente Saccione, che segna il confine con il Molise al fiume Ofanto che delimita la provincia di Foggia da quella di Bari). Per trasformare l'agricoltura e renderla irrigua agli inizi degli anni '60 il Consorzio, con il sostegno finanziario della Cassa per il Mezzogiorno, ha programmato ed in parte realizzato tre schemi idrici: Fortore, Sinistra Ofanto e Carapelle su una superficie di 200.000 ettari. Nei decenni successivi, per rispondere alle esigenze ed alle richieste di acqua per usi potabili, civili e industriali, le dotazioni e le ripartizioni intersettoriali sono state riviste ed adeguate alla domanda".

Di seguito viene riportato lo schema idrico della sinistra dell'Ofanto.

SCHEMA IDRICO SINISTRA OFANTO

"La utilizzazione irrigua delle acque del fiume Ofanto fu oggetto di un Piano Regolatore redatto nel 1955 dalla Cassa per il Mezzogiorno, piano che prevedeva la realizzazione di 2 invasi di accumulo: Rendina e Capacciotti, 2 invasi di modulazione e di accumulo: Osento e Atella, ed una traversa di derivazione sul fiume, a S. Venere, per consentire di derivare le fluenze invernali per gli invasi di Capacciotti e Rendina, quelle estive naturali del fiume, nonché quelle immesse a monte degli invasi di Osento e Atella.

Le risorse disponibili per il Comprensorio Sinistra Ofanto sono state stimate in 76 milioni di mc. che, con una dotazione di 2.000 mc/ha, come per il Fortore, hanno permesso di perimetrare una superficie irrigabile di 38.000 ettari.

L'intera superficie prevista è stata completamente attrezzata ed è in esercizio, sia pure con dotazioni ridotte per la "zona alta": Ha 13.000 ettari circa, ed a tale superficie si sono aggiunti oltre 800 ettari degli arenili di Margherita di Savoia e Zapponeta.

Sulla disponibilità di 76 milioni di mc che dovevano provenire da Capacciotti, Osento, fluenze del fiume e Conza (Atella non è stata più neanche progettata) si può contare, oggi, solamente in circa 55 milioni di mc annui, di cui la maggior parte (49 milioni di mc), provenienti dalla Capacciotti, 3,5 milioni di mc dall'Osento che presto diventeranno 7 milioni di mc (poiché sono iniziati i lavori di consolidamento dello sponda sinistra dell'invaso) e dalle scarse ed incerte fluenze estive del fiume Ofanto. […]

Sulla superficie servita, ha 38.000, quella effettivamente irrigata è di 28.000 ettari e supera la percentuale di parzializzazione prevista. Le colture prevalenti sono quelle arboree, vigneti (42%), oliveti (27%), frutteti (5%), seguono ortaggi (15%, principalmente carciofo ed asparago ) e colture industriali (6%).

La trasformazione irrigua è stata massiccia e superiore alle previsioni, con indiscutibili e rilevanti effetti sull'intera economia del comprensorio.

In moneta corrente è stimato in circa 300 - 350 miliardi di lire annue il valore delle produzioni, a prezzi all'origine (azienda), realizzato all'interno del comprensorio irriguo.

Gli ordinamenti produttivi adottati consentono una invidiabile normalizzazione dei calendari di lavoro ed hanno influito enormemente sul livello di occupazione. I1 numero di giornate profuse in agricoltura supera abbondantemente il milione di unità; inoltre lo spirito imprenditoriale, almeno in questa parte del territorio dauno, ha permesso l'insediamento di una moltitudine di piccoli e medi stabilimenti di lavorazione e confezionamento dei prodotti che contribuiscono, in maniera efficace, al recupero del valore aggiunto ed a creare ulteriori opportunità di lavoro." (www. Bonifica di Capitanata. it).

Sebbene sia nata per una funzione di approvvigionamento idrico in agricoltura, la diga Capacciotti, che è la logica prosecuzione della marana omonima, è poi divenuta un'importante area paesaggistica (foto ) sia per la caratterizzazione molto forte del paesaggio in relazione alla presenza d'acqua circondata da terreni a coltura estensiva (foto , , e ), sia per le altre attività umane connesse, come pesca e caccia, svolte in modo hobbistico, sia ancora per la notevole presenza faunistica (foto ). Alcuni tratti di costa della diga presentano caratteristiche di macchia mediterranea (foto ). Altri versanti della diga offrono caratteristiche da invaso (foto ) e il progetto è quello di valorizzarli in tal senso seguendo, come criterio generale, quello di ricolmare le antiche marane. In questo modo si creerebbero aree molto suggestive sul piano paesaggistico, come appunto quella della diga già esistente (foto ).

Galleria

9 fotografie d'archivio

Le immagini risalgono al rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila: oggi lo stato dei luoghi può essere cambiato e alcuni edifici potrebbero risultare in condizioni peggiori o non più esistenti.