Borgate · Borgata rurale
Borgo Libertà
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Borgo Libertà

Borgo Libertà
Questa borgata (foto ) è sorta nel 1951, dopo l'esproprio operato dallo Stato delle terre di Torre Alemanna, assegnate alla sezione speciale per la Riforma fondiaria in Puglia, Lucania e Molise per compiere le operazioni necessarie per il nuovo insediamento dei contadini.
Per poter comprendere quale percorso storico ha caratterizzato questa operazione socio-economica, bisogna tornare indietro di secoli a quando Torre Alemanna
(vedi Torre Alemanna) era una costruzione medievale voluta dai Cavalieri teutonici, che ne fecero un'azienda agricola modello per l'epoca. In seguito i terreni circostanti Torre Alemanna seguirono le vicende del Tavoliere di Puglia da quando Alfonso V d'Aragona (1396-1458) istituì nel 1443 la Regia Dogana della Mena delle pecore per la transumanza obbligatoria delle greggi dall'Abruzzo, Molise, Campania e Lucania, alla Puglia. Però man mano che la popolazione nei secoli aumentava, c'era sempre più la richiesta da parte dei contadini di mettere a coltivazione le terre. Solo nel 1782 fu decisa la censuazione del Tavoliere, che fu però effettuata solo nel 1806 da Giuseppe Bonaparte con la legge 21 maggio di quell'anno, con la quale fu abolita La Dogana sulla mena delle pecore e le terre del Tavoliere dovevano restare per sempre censuate ai coloni. Ma dopo la Restaurazione e il ritorno dei Borboni nel Regno di Napoli, fu ripristinata la situazione precedente. Intanto nel 1830 il ministro delle finanze D'Andrea valutò la possibilità di togliere il divieto di dissodare e di permettere ai censuari di pagare i canoni di riscatto delle terre. Negli anni '30 dell'800, l'Intendente di Capitanata Cav. Lotti presentò i progetti di due colonie agrarie: una a Torre Alemanna e l'altra alla posta di San Cassano. Il progetto fu approvato nel 1839 dal re, ma la realizzazione riguardò solo S. Cassano, che nel 1848 fu elevato a Comune di S. Ferdinando.
Nel 1865 Giovanni Aquilecchia acquistò, dall'Intendente di finanza di Foggia, Torre Alemanna e la lasciò in eredità a sua figlia, maritata Ferdinando Aiossa. Dagli Aiossa, mediante discendenza femminile, Torre Alemanna passò a Luigi Pignatelli della Leonessa, principe di Monteroduni, che nel 1924 aveva sposato Maria Aiossa. Dopo di che per esproprio dell'Ente Riforma, come abbiamo detto, Torre Alemanna divenne Borgo Libertà. Il nome a questa borgata fu dato nel 1952, su proposta dell'allora ministro dell'agricoltura on. Amintore Fanfani (foto ).
Nel 1951 Borgo Libertà era costituita per il 71% di terreni a seminativo e per il 22% a pascolo (foto ). E quindi si trattava di uso a carattere estensivo. Cinque anni dopo si era al 73% come seminativo erborato, e il 17% a vigneto-oliveto, con un incremento delle colture intensive. La superficie colturale è di circa 15.000 ettari.
Borgo Libertà fu inaugurato l'8 dicembre del 1956 (foto ) dall'allora ministro dell'Agricoltura on. Colombo (foto ). Esso comprendeva la Delegazione Comunale, l'Ufficio postale e telefonico (foto ), le scuole (foto ), l'asilo, l'Istituto professionale di stato per l'agricoltura, la cantina sociale (foto ), l'ambulatorio, le botteghe artigiane, la locanda, la trattoria, la chiesa (foto e ), il cinema. La vecchia torre alemanna fu usata per la collocazione di un grosso autoclave alla sommità per poter fornire più rapidamente il borgo di acqua. Lo spazio antistante la torre fu ristrutturato a giardini (foto ). Il borgo è collegato alla strada provinciale Cerignola- Candela.
Galleria
11 fotografie d'archivio
Le immagini risalgono al rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila: oggi lo stato dei luoghi può essere cambiato e alcuni edifici potrebbero risultare in condizioni peggiori o non più esistenti.
