Masserie · Cerignola
Croce
- Tipologia
- Masseria fortificata
- Stato
- Abitata
Dove si trova
Croce

Masseria Croce
Il nome della masseria deriva dall'acquisto fatto dalla famiglia abruzzese dei Croce, i quali dovendo transumare ogni anno le pecore per la stagione invernale, hanno poi finito con l'acquistare o costruire i locali annessi alle terre locate.
La masseria è fortificata ed ha corpi avanzati, terminanti a terrazza, ortogonali rispetto all'edificio centrale e funzionali alla difesa dell'ingresso principale (foto ). Tutti i corpi di fabbrica sono in tufo. La facciata centrale presenta, nella fascia superiore, una serie ordinata di finestre con arco a sesto acuto e profilo leggermente aggettante. Le imposte delle finestre sono a persiana.
Nella fascia inferiore si aprono una finestra e due ingressi. Quello centrale ha un arco a sesto ribassato e parte della superficie muraria sovrapposta all'arco è sagomata in modo da seguirne l'andamento curvilineo, con tufi intagliati, a sezione rettangolare e quadrangolare, sovrapposti in abbinamento alternato, e posti verticalmente e simmetricamente rispetto al centro dell'arco (vedi anche Casalini).
Al di sopra della chiave di volta è stata posta una pietra che porta inciso lo stemma della nobile famiglia Pignatelli, feudatari di Cerignola (foto ). L'incisione raffigura una grossa pignatta a volute, rappresentata frontalmente, e alla quale si sovrappone una corona pentadentata, con una prospettiva di vista dal basso. All'interno della sagoma della pignatta grande sono raffigurate tre piccole pignatte, a un solo manico, giustapposte a triangolo. La pietra reca la data del 1814, essa è stata murata di recente e aveva originariamente la funzione di titolo di confine tra le terre.
Il secondo ingresso, rispetto a chi guarda, sulla destra della facciata principale, è più stretto di quello centrale ed ha un arco a tutto sesto, come anche la finestra, oggi murata, ad esso simmetrica sulla parte opposta (foto ).
Sulla parte frontale dei corpi avanzati si aprono altri ingressi: su quello di sinistra, due simmetrici, stilisticamente identici agli altri, anche se attualmente uno è murato. Su quello di destra l'ingresso porta a una cantina ipogeica. Le inferriate di protezione alle finestre ripetono l'andamento delle stesse configurandosi ad archi decrescenti attraversati orizzontalmente da segmenti metallici (foto )
La zoccolatura in pietra è delimitata superiormente da una fascia appena aggettante.
La parte a terrazzo dei corpi avanzati ha un parapetto (foto ). Vi si aprono tre strette feritoie rettangolari, da avvistamento e difesa, per ogni lato dei due terrazzi. Le feritoie sono la parte terminale di piccole aperture rettangolari interne rastremate (foto ). Il parapetto è delimitato nella parte superiore e inferiore da una fascia decorativa.
Alle terrazze si accede da appositi ingressi dell'edificio principale (foto ). L'interno presenta un soffitto in legno a capriate scoperte. Il sistema di difesa si spiega in riferimento al fenomeno del brigantaggio.
Parallelamente all'edificio ortogonale di sinistra vi sono altre piccole costruzioni a schiera (foto ), con ingressi ad arco e tetti a spioventi. Anche in questo caso il materiale di costruzione è il tufo.
Galleria
8 fotografie d'archivio
Le immagini risalgono al rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila: oggi lo stato dei luoghi può essere cambiato e alcuni edifici potrebbero risultare in condizioni peggiori o non più esistenti.
