Masserie · Cerignola
Le Torri
- Tipologia
- Masseria fortificata
- Stato
- Abitata
Dove si trova
Le Torri

Masseria Le Torri
La masseria Le Torri, situata nella contrada Monte Gentile, comprende, oggi, una serie di edifici di varia epoca (foto ). Originariamente essa era costituita da una torre centrale, con due terrazze di difesa adiacenti (foto ), e locali sottostanti, poste ai lati, e una chiesa. Questo originario complesso di edifici risale al 1758, quando il duca Casimiro Pignatelli, feudatario di Cerignola, li fece costruire come residenza di contadini. Infatti una delle grandi camere, il cui accesso si trova sotto l'arcata del portico, comprende le lettère, cioè blocchi di pietra a castello usati come letti dai braccianti e sui quali veniva posto un sacco con paglia come giaciglio. Successivamente, per motivi statici, la torre centrale è stata rinforzata da un contrafforte a ridosso e le arcate con contrafforti angolari. Inoltre una delle terrazze, quella di sinistra, è stata ricoperta di tegole. Le balaustre delle terrazze presentano ancora oggi delle piccole e strette fessure per l'avvistamento e la difesa. La torre (foto ) è ottagonale e in mattoni, nella parte bassa, e cilindrica e in tufo nella parte alta. La fascia in tufo, sulla quale a distanze regolari si aprono 4 finestre a oblò incorniciate da listelli ricurvi in pietra, termina con una cornice aggettante ricoperta di tegole. Alla sommità c'è una cupola conica, il cui apice fa da vertice ad un piccolo cono di ornamento sul quale è infissa una sottile croce in ferro. Una porticina sul fronte della torre permette l'ingresso anche dalla parte anteriore. Gli altri edifici (foto ), che fanno parte del complesso, sono stati costruiti in epoche successive per essere adibiti a stalle e depositi. Vi è un capannone del 1836 (foto ), con prospetto quadrangolare e tetto spiovente.
Il pozzo della masseria ha un acqua particolare alla quale, nella seconda metà del '700, furono attribuite proprietà acidule particolari, secondo quanto racconta lo storico locale Teodoro Kiriatti (1728-1793) nel suo libro Memorie istoriche di Cerignola (1785). Presso un altro pozzo, posto ad una certa distanza dalla masseria, era murato ad un angolo un miliare, che fu ritrovato, murato ad uno degli angoli della base in muratura, un miliare romano dedicato all'imperatore Costantino (foto ). (Vedi la voce Epigrafi)
La chiesetta
La chiesetta campestre (foto ) di masseria Le Torri è semplice nella linea, sia all'interno che all'esterno. La facciata in tufi presenta un portale rettangolare, con stipiti e architrave in pietra, sormontato quest'ultimo da una cornice pensile modanata. Al di sopra, e in asse con il portale, vi è un'apertura circolare con cornice in pietra leggermente aggettante. Il timpano è decorato solo dalle cornici spioventi del tetto. Sempre in asse con il portale è la cella campanaria.
L'interno è a una sola navata con volta a botte, le pareti presentano dieci archetti che terminano con le rispettive vele. L'altare maggiore, in pietra bianca, è di stile barocco, vi sono molti fregi sul paliotto. La chiesa è senza abside. Al di sopra dell'altare campeggiava un grande quadro di S. Casimiro, granduca di Lituania e santo protettore del duca Casimiro Pignatelli. Il quadro, restaurato dalla sovrintendenza, si trova attualmente a Bari. Esso misura tre metri per due. Sulle pareti sono murate 3 lapidi: una in latino, una in francese, una in italiano. La chiesa fu fatta costruire, per volontà del duca, nel 1758 dal suo amministratore, Giacomo Fredin, come risulta da una delle lapidi murata sul lato destro rispetto all'ingresso, la quale recita il testo seguente: "Quo rustici stata sacra perficere liceat cum ara D. Casimiro Poloniae regi ut Casimiro Dei gratia Egmontium regulo ceterisque Cerauniliae oppidanis propitius siet Bonamque Robiginem et Floram procuret pietate Petri Iacobi Fredin. Excitatum dictamque anno 1758". (Tempietto dove sia permesso ai campagnoli compiere gli uffici sacri stabiliti con un altare al divino Casimiro, re di Polonia, affinché sia propizio a Casimiro, per grazia di Dio duca d'Egmont, e a tutti gli altri abitanti di Cerignola, e allontani il culto di Bona, Ruggine e Flora; per devozione di Pier Giacomo Fredin, costruito e consacrato nell'anno 1758.)
Sul lato sinistro vi è la lapide scritta in francese, con riferimenti storici sulla vita del Duca, relativamente ad un'impresa alla quale egli partecipò. Il testo è il seguente: "Tandis que pour venger Louis Therese Auguste l'intrepide d'Egmont affronte le trepas seigneur dans tes decrete toujours juste conserve nous des jours q'il ne menage pas que ce temple nouveau q'il consacre a ta gloire retentisse a jamais de nous pieux accens la purete des curs sera notre encens a tes jeux penetrans c'est le plus meritoire. 1758. (Mentre l'intrepido duca d'Egmont, per vendicare Luigi Teresa e Augusto, affronta la morte, Signore nei tuoi decreti, sempre grande, sempre giusto conservaci dai giorni che egli non ci governa. Che questo tempio nuovo che egli consacra alla tua gloria risuoni per sempre dei nostri accenti la purezza dei cuori. Ivi sarà la nostra lode ai tuoi occhi penetranti. E' la cosa più meritoria. 1758).
La terza lapide murata sulla sinistra dell'altare maggiore, presenta un testo con abbreviazioni e riporta i titoli nobiliari del duca: "Cappella eretta sotto il titolo di S. Casimiro da sua altezza Casimiro d'EgmontPignatelli, per la grazia di dio duca di Benedetta a 13 luglio 1758 dall'ill.mo, rev.mo Mons. Stefano Gennaro Spani vescovo di Minervino con la pompa e solennità in presenza di Pier Giacomo Fredin ministro di detta altezza col concorso di molti canonici. Cerignola.
Galleria
7 fotografie d'archivio
Le immagini risalgono al rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila: oggi lo stato dei luoghi può essere cambiato e alcuni edifici potrebbero risultare in condizioni peggiori o non più esistenti.
