Pietre di Cerignola — Terra di masserie
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Masserie · Cerignola

Toro

Tipologia
Masseria fortificata
Stato
Semi abbandono

Dove si trova

Toro

S.FERDINANDO DI PUGLIATRINITAPOLICANOSA DI PUGLIALAVELLOS.S. 16FERROVIA BOLOGNA-BARIAUTOSTRADA A14S.S. 545S.S. 98S.S. 16bisAUTOSTRADA A16S.S. 529Fiume OfantoCerignolaLupara — Posta d'IschiaPignatella di SopraSalapiaSan VitoBorgo LibertàMoschellaBorgo TressantiLago di Capacciotti
Toro

Masseria Toro

La masseria Toro era originariamente una posta, per la mena della pecore. E infatti come “Posta del Toro” (foto ) è riportata nell’”Atlante” (1686) di Antonio Michele, nella “Locazione d’Orta”, ed è raffigurata con due caseggiati e tre jazzi, cioè gli ovili all’aperto suddivisi in comparti.

Dell’originaria costruzione a posta, resta, oggi, tutto un caseggiato a schiera (foto ) in cui sono riconoscibili gli originari archi di accesso alla non più esistente mangiatoia dell’ovile. Alcuni di questi archi furono successivamente riconfigurati per adattarli a porta di ingresso per spazi abitati (foto e ). Anche lì dove è stato lasciato l’arco, sono state effettuate modifiche all’interno e in generale l’ambiente è oggi molto deteriorato sia nella sua parte statica che in quella estetica: lesioni, muri sopraelevati e pareti annerite (foto -)

A seguito delle trasformazioni avutesi nel corso degli anni, fu aggiunto, parallelamente e di fronte a quello originario, un altro corpo di fabbrica (foto ). Tale corpo di fabbrica fu diviso in vari spazi tutti destinati ad abitazione, dotati di doppio ingresso e salvaguardato da quattro torrette angolari, sopraelevate e sospese (foto e ). Tali torrette hanno corpo di forma quadrangolare arrotondata e alla sommità sono ricoperte da una cupoletta che si adegua alla forma del corpo centrale ed è sormontata da un piccolo apice in muratura, oggi semidistrutto. La base è in pietra e poggia su due pilastri dello stesso materiale (foto ). Lungo la facciata esterna della torretta si aprono ad intervalli regolari e parallele delle feritoie di stretta forma rettangolare, che servivano per l’osservazione e la difesa, potendosi da esse far fuoriuscire la canna di un fucile. La collocazione ad angolo della torretta, con la dislocazione delle feritoie, è tale da permettere di controllare, ognuna, due lati dell’edificio. La presenza delle torrette va messa in riferimento a fenomeni di brigantaggio e rientra in un piano di difesa individualizzata del territorio. In tal senso essa può essere collegata ad altre masserie fortificate: Lupara, Ragnizzi, Tammerice, Montaltino, La Vedova, e S. Giovanni di Zezza

I due suddetti corpi di fabbrica furono chiusi ai lati da altri caseggiati (foto e ), circoscrivendo così un’area interna o curtis alla quale si accede attraverso due ingressi delimitati da pilastri (foto e ) sui quali furono praticati a varie altezze dei fori in asse, di forma quadrata, atti ad inserirvi delle travi di legno per impedire l’accesso o la fuoriuscita di animali.

Il complesso architettonico conserva così nel suo insieme questa tipica struttura pugliese denominata barrata, così chiamata proprio in riferimento alle travi di chiusura.

Arrivando alla masseria dal tratturo interpoderale (foto ), ci si trova di fronte un ampio spazio destinato nelle masserie a lavori agricoli e ad alloggiamento di macchine (foto e ).

La struttura centrale è fiancheggiata, prima dell’ingresso, che si trova sulla sinistra (foto ) da un caseggiato (foto ) in pietra crosta (foto ), probabilmente destinato ad abitazione del custode.

La masseria era dotata di ambienti destinati a vario uso che assolvevano a necessità residenziali: stalle, magazzino degli attrezzi, piccionaia, pollaio. La curtis è anche caratterizzata da una tettoia di fronte all’ingresso di destra (foto ) e presenta edifici di più recente costruzione che recano segni di passate vicende storiche come il simbolo del fascio posto al di sopra dello stipite di una porta di ingresso e di cui resta la traccia sottostante dopo l’asportazione del simbolo (foto e ). In tufo è il sottano ad arcate lunettate usato come deposito. Il pozzo è situato all’esterno della barrata (foto ).

Galleria

24 fotografie d'archivio

Le immagini risalgono al rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila: oggi lo stato dei luoghi può essere cambiato e alcuni edifici potrebbero risultare in condizioni peggiori o non più esistenti.