Masserie · Cerignola
La Vedova
- Tipologia
- Masseria fortificata
- Stato
- Abbandono
Dove si trova
La Vedova

Masseria La Vedova
Nel catasto onciario del 1743, masseria La Vedova viene indicata come: "Masseria detta Levidue, nel quarto S. Giovanni in locazione di Corleto e posta d'Acquamela, proprietà del Capitolo di Cerignola". Però nell'Atlante delle locazioni, precedente, di molti anni (1686), il catasto onciario, nella Locazione di Cornito (foto ) non è riportata alcuna masseria con tale denominazione. Evidentemente essa deve essere sorta tra il 1686 e il 1743, per cui le date suindicate costituiscono il terminus a quo e quello ad quem per individuarne l'origine.
Si tratta di una masseria che nasce con gli edifici originari posti attorno ad una curtis, il cui ingresso occupa la parte centrale su uno dei lati lunghi, che costituisce il prospetto principale (foto ). La curtis è costituita da un ingresso a barrata (foto ), con due pilastri laterali in pietra oggi non più presenti, che immette in uno spazio i cui lati sono formati dalle pareti dei due edifici laterali e da una serie di arcate a tutto sesto, coperte, per il ricovero degli animali (foto ). Parte di queste mangiatoie per gli animali sono ricavate, internamente, utilizzando l'edificio a destra.
All'estremità di questo edificio è sospesa una garitta (foto ) a forma di edicola con timpano e cuspide a pigna alla congiunzione degli spioventi. La facciata frontale della garitta ha due larghe feritoie centrali per il controllo del paesaggio e una feritoia più stretta, per ogni lato (foto ), per il controllo degli ingressi degli edifici ad essa laterali. Per la difesa diretta, dall'alto, del cortile e delle stalle vi è un parapetto posteriore, con parte centrale ribassata e con accesso dalla garitta. A quest'ultima si può accedere solo dall'interno dell'edificio sottostante, (foto e ) salendo con una scala in legno rimovibile.
L'edificio a sinistra della barrata (foto ) presenta sulla facciata, oltre alla garitta, un serie di ingressi di varia grandezza, con archi in pietra a sesto ribassato. La facciata squadrata, mimetizza gli spioventi del tetto, come è consuetudine costruttiva nell'architettura rurale locale. Sul tetto spiccano due camini, indicativi della destinazione abitativa dei locali ad essi sottostanti, tali locali sono caratterizzati, al di sopra dell'arco, da una finestrella ellittica ad oblò contornata a mattoni (foto ). La piccola pietra calcarea, sporgente al di sotto della garitta, è forata al centro e serviva per avvolgere la corda che teneva legati gli animali.
Gli altri locali di questo edificio, adibiti a deposito e stalle, hanno volta a botte e ricevono la luce da una finestra quadrata posta al centro della volta e richiudibile a seconda della necessità (foto ).
I materiali costruttivi sono vari e hanno trovato modalità d'uso diverse: I materiali poveri costituiscono le strutture murarie degli edifici più vecchi (foto ), e solo nelle parti ornamentali si sono usati materiali lavorati, come il tufo, la pietra calcarea e i mattoni. Con tali materiali si è creato un minimo di ricercatezza stilistica. Questo è possibile notarlo, per esempio nella fattura della garitta che è stata costruita anche con pietra crosta, però la cornice e il timpano si presentano rifinite. La garitta poggia su due mensole in pietra che però sembrano essere state asportate da altro luogo dal momento che portano inciso ognuna un numero simile a quello dei blocchi che segnano i chilometri. Su queste mensole sagomate e arrotondate poggia un altro blocco di pietra, sul quale si elevano pile affiancate di mattoni e tufi.
La facciata dell'edificio di cui la garitta fa parte è invece strutturata con mattoni sovrapposti una fila di faccia e una di taglio (foto ), in modo tale che le file dei mattoni di taglio formando all'interno della muratura lunghe basi accolgono la malta che li lega e ne fanno un sorta di piano di appoggio per i mattoni a faccia. Tutto questo rende la struttura più resistente. In altri edifici successivi sono stati usati solo tufi (foto e ).
Alla destra della curtis sono sistemati altri locali compresa la parte padronale con scala di accesso laterale (foto), che immette in una serie di piccole stanze con i servizi. A fianco alla parte padronale c'è poi un capannone che attraverso una scala centrale (foto ) porta ad altri due grandi edifici con tetto a spioventi e soffitto a capriate in legno scoperte e purtroppo ormai crollate. Questi locali erano forse usati come stabilimento vinicolo.
Nella parte retrostante della masseria vi è un edificio ipogeico con volta a botte (foto ), che forse serviva come cantina se non addirittura come niviera, cioè luogo per il deposito e la conservazione della neve.
Filmato d'archivio
Ripreso all'epoca del rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila. La qualità è quella della registrazione dell'epoca.
Galleria
18 fotografie d'archivio
Le immagini risalgono al rilevamento originale, all'inizio degli anni Duemila: oggi lo stato dei luoghi può essere cambiato e alcuni edifici potrebbero risultare in condizioni peggiori o non più esistenti.
